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Prevenzione

Prevenzione

 

Riguarda tutti i mezzi e metodi conosciuti per combattere ed evitare le più comuni malattie della bocca: CARIE e MALATTIA PARODONTALE.

 

L'igienista vi aiuterà in modo professionale a seguire quelle norme elementari che ciascuno può mettere in pratica con successo anche a livello domestico, purché disponga di costanza e di buona volontà nel partecipare ai controlli periodici, a cui lo staff vi richiamerà secondo un piano di scadenze prestabilito e personalizzato.

 

Le basi fondamentali della prevenzione sono :

  • igiene dentale domestica (lotta alla placca batterica)
  • igiene alimentare (lotta allo zucchero)
  • sigillatura dei solchi dei primi molari nei bambini di 6-7 anni
  • visite periodiche di controllo gratuite
Conservativa

Conservativa


Ovvero: tutte le “cure” dentarie necessarie per ripristinare la salute dei denti colpiti dalla malattia detta carie:

  • pulizia e disinfezione della cavità del dente colpito dalla carie;
  • asportazione del tessuto malato e infetto;
  • ricostruzione della sostanza dentale perduta a causa del materiale da otturazione.

 

Grazie al costante aggiornamento, lo studio propone ai pazienti il materiale più “sicuro” e moderno. Infatti la maggior parte delle otturazioni viene effettuata con compositi estetici costituiti da una matrice organica (resina) che conferisce la plasticità e l’adattabilità all’interno della cavità cariosa, e da una parte inorganica (ceramica o vetro) che conferisce la robustezza, la resistenza alle abrasioni e la lucentezza. Vengono usati ormai sia nei settori anteriori (incisivi e canini) che nei settori posteriori (premolari e molari).


Per le distruzioni più importanti vi è inoltre la possibilità di restaurare l’elemento dentale cariato utilizzando gli intarsi, cioè delle piccole protesi in oro, in composito o in ceramica, confezionate nel laboratorio odontotecnico, che riproducono la parte di dente persa per la carie e che vengono poi cementate in bocca. È una metodica che comporta la preparazione della cavità risanata, la presa dell’impronta, le varie prove e la cementazione finale. È il modo migliore di curare una carie, il più sicuro, il più valido dal punto di vista estetico e il più stabile e durevole nel tempo.

Odontoiatria pediatrica

Odontoiatria pediatrica

 

Ovvero: la cura del dente di latte.

Particolare attenzione viene rivolta alla odontoiatria pediatrica, vale a dire la cura dei denti di latte, branca alla quale si dedica in modo esclusivo un collaboratore dello studio. In questo modo è possibile rispettare la specificità di ogni singolo bambino, il che significa spesso adattare i tempi dell’operatore al piccolo paziente piuttosto che viceversa.

Endodonzia

Endodonzia


Si potrebbe dire che stiamo entrando nel “vivo del dente”. Siamo alla cura dei canali interni alle radici, dove normalmente sono contenuti i nervi, le vene e le arterie (la polpa dentaria).

Un trattamento endodontico è costituito essenzialmente da due fasi: lo svuotamento completo del contenuto dei canali delle radici e il loro riempimento tridimensionale mediante un materiale plastico riscaldato. Il trattamento è reso necessario da una carie che ha raggiunto la polpa viva (quindi si pratica una devitalizzazione), oppure dalla presenza di una polpa morta (necrosi dentale) per trauma o per una vecchia otturazione molto profonda o ancora per una carie penetrante presente da molto tempo (e in questi casi si parla di terapia canalare); un terzo motivo può essere un dente già devitalizzato ma incompletamente, per cui è necessaria una nuova cura canalare (che si definisce ritrattamento endodontico).

 

Negli ultimi due casi può essere presente un granuloma (cioè tessuto infiammatorio attorno all’apice della radice), o addirittura una cisti (cioè una raccolta di siero o di pus o di tessuto flogistico infetto). Una terapia endodontica corretta è in grado di far guarire entrambe queste lesioni. Raramente, quando la guarigione non avviene, si deve ricorrere all’asportazione della punta della radice ( apicectomia) e del tessuto infetto per via chirurgica.


Esistono inoltre casi in cui può essere necessario devitalizzare un dente per necessità ricostruttive di protesi o per una eccessiva sensibilità agli stimoli termici (dolore al caldo e al freddo).

Chirurgia

Chirurgia

In alcuni casi per il ripristino della salute orale si rendono necessari interventi come:

 

  • avulsioni dentarie;
  • estrazioni dei denti inclusi nell’osso;
  • incisione di ascessi;
  • sbrigliamento di frenuli (cioè il taglio e la loro liberazione);
  • gengivectomie e allungamenti di corona (cioè l’asportazione di tessuto gengivale in eccesso);
  • regolarizzazioni delle creste ossee dopo estrazioni;
  • osteotomie.

La chirurgia è un ramo dell’odontoiatria in continua evoluzione sia nelle tecniche che nella strumentazione, soprattutto per quanto riguarda le sue due ulteriori suddivisioni, che sono diventate ultimamente vere e proprie super-specializzazioni, cioè la parodontologia e l’implantologia.

Implantologia

Implantologia


È il ramo più recente della continua ricerca odontoiatrica e ultimamente ha raggiunto livelli di sicurezza, affidabilità e predicibilità di successo nel tempo, da renderla la soluzione ottimale per qualsiasi caso di sostituzione di elementi dentali naturali persi.Ha ancora dei costi molto elevati per la raffinatezza delle tecniche chirurgiche assai avanzate e per l’assoluta precisione della tecnologia e della componentistica, tuttavia sta diventando sempre più diffusa e praticata come una normale soluzione alternativa.


L'implantologia consiste nel permettere l’integrazione di un metallo biocompatibile (titanio), in un tessuto umano (osso): si parla infatti di implantologia osteointegrata, cioè di un vero e proprio legame intimo e stabile tra le cellule ossee e le molecole del titanio, che non consente alcun movimento e che è in grado di sopportare i carichi assai elevati delle forze masticatorie.
Dopo una accurata fase diagnostica, si passa alle varie fasi operative: una seduta chirurgica in cui vengono posizionati gli impianti (fixture) completamente sommersi nell`osso e ricoperti dalla gengiva.

 

Dopo un periodo di pausa di 2-6 mesi, utile per consentire l’osteointegrazione, avviene la seconda fase chirurgica che prevede la riapertura e lo scoprimento della “testa” degli impianti e la connessione a questi dei monconi (abutment), cioè dei “perni” che fuoriescono dalla gengiva e sui quali verranno cementate o avvitate le corone di porcellana, esattamente come se fossero monconi di denti naturali.


La ricerca scientifica in continua evoluzione (soprattutto nelle due scuole più autorevoli, cioè quella nordamericana e quella svedese) ha recentemente permesso di utilizzare immediatamente gli impianti: in determinati casi selezionati è oggi possibile in un’unica seduta posizionare gli impianti nell’osso, avvitarvi i monconi e porre su questi i denti provvisori. Il paziente che arriva nello studio privo di alcuni elementi o con una protesi mobile, può uscire nella stessa giornata con i suoi denti fissi e iniziare subito a utilizzarli masticando!

Ortodonzia

Ortodonzia

 

Corregge i difetti di occlusione delle arcate dentarie tra loro o quelli di posizione dei singoli denti nei loro rapporti con le altre strutture della bocca (malocclusioni) e si divide in:

 

  • ortodonzia intercettiva: è volta a individuare precocemente la malocclusione, anche quando sono presenti ancora denti da latte;

 

  • ortodonzia classica: corregge difetti di posizione o errori nei rapporti dei denti e delle arcate tra loro o con i loro antagonisti, deviazioni, inclinazioni, rotazioni, malposizioni in riferimento alle masse muscolari della bocca, alla lingua e alle labbra. Può essere intrapresa anche quando la dentizione definitiva è completa

 

  • ortodonzia preprotesica: modifica le inclinazioni, le rotazioni o le estrusioni (crescite anomale) di elementi dentari che non hanno più il loro antagonista. Con essa si possono anche ricreare gli spazi persi a causa di estrazioni molto precoci. Ha lo scopo di “preparare il terreno” (con spessori, spazi e altezze adeguate) alle ricostruzioni protesiche.


Esistono apparecchi ortodontici mobili, da portare determinate ore al giorno, apparecchi fissi, non rimovibili, incollati ai denti per mezzo di placchette (brakets) e bande, collegate tra loro da fili metallici, e apparecchi ortodontici misti, fissi e mobili, che sfruttano diverse componenti di forze, comprese, a volte, le trazioni extra-orali.
Ci sono diverse tecniche e numerose scuole ortodontiche che, con metodi, tempi e modi diversi, tendono tutte allo stesso scopo: il ripristino di una corretta funzione masticatoria in abbinamento a una buona estetica.

Protesi

Protesi


Un problema veramente delicato è il restauro o la ricostruzione degli elementi dentali distrutti o mancanti mediante manufatti prodotti nei laboratori odontotecnici su indicazione e progettazione del medico odontoiatra. Passione e precisione sono le peculiarità che caratterizzano lo studio dentistico Ceccarelli Innocenti nell’affrontare con le più moderne apparecchiature ogni tipo di intervento.
La protesi si divide in due grosse categorie:

 

  • protesi mobile: riguarda ogni tipo di apparecchio rimovibile, dalla protesi totale (la dentiera), agli scheletrati (particolari protesi parziali rinforzate da uno “scheletro” di metallo e agganciate ai denti residui), fino alle protesi mobili parziali provvisorie, che vengono di solito utilizzate per la sostituzione immediata di elementi estratti, in attesa della guarigione dei tessuti;

 

  • protesi fissa: comprende ogni tipo di restauro o ricostruzione che viene cementato sui denti preparati a moncone dal dentista o su impianti infissi nell’osso.


Le protesi possono essere prodotte con diversi materiali:
- la resina (plastica), che viene confezionata nei colori più simili ai denti naturali, è utilizzata normalmente per i provvisori, cioè per quelle protesi fisse posizionate in bocca per un periodo di tempo limitato, o per motivi diagnostici e di verifica, o per il tempo necessario all’odontotecnico per la produzione degli elementi definitivi;
- l’oro che viene utilizzato per denti da posizionare in zone della bocca non visibili;
- la ceramica, che ormai ha soppiantato ogni altro materiale usato in passato, e che costituisce il materiale di scelta principale per qualsiasi tipo di restauro protesico. Preparata nel laboratorio odontotecnico prevede una “cappetta” interna che può essere fusa in oro (oro-ceramica tradizionale) oppure direttamente in materiale estetico ceramico (ceramica integrale), e poi la stratificazione della ceramica stessa che viene “cotta” in speciali forni ad altissime temperature (attorno ai 1000°C), per conferirle le caratteristiche di estetica, durezza, trasparenza e levigatezza che la rendono praticamente uguale ai denti naturali.

Paradontologia

Parodontologia

 

Ovvero le patologie che riguardano il parodonto, che è l’insieme dei tessuti di sostegno del dente (gengiva e osso). Poiché la malattia parodontale è la causa principale della perdita dei denti nell’adulto, bisogna diagnosticarla al suo insorgere, prevenirla e controllarla con cure adeguate fin dai suoi stadi più iniziali, come la gengivite. Tecnicamente lo studio rimuove le cause della malattia utilizzando uno o più di questi metodi:

 

  • Detartrasi: rimozione della placca, del tartaro sopragengivali e delle macchie superficiali dai denti (fumo, caffè, ecc.).
  • Terapia causale parodontale: levigatura delle radici (effettuata in anestesia locale) che consiste nel pulire le superfici delle radici sotto le gengive eliminando completamente tartaro e batteri, per permettere al tessuto parodontale di aderirvi di nuovo e quindi guarire.
  • Trattamento dell’occlusione: consiste nel molaggio delle superfici masticanti dei denti, nell’impedire movimenti dentali, nel bloccaggio di eventuali elementi mobili, nell’utilizzo di apparecchi che impediscono il digrignamento, nella correzione degli stress anormali della bocca.
  • Chirurgia parodontale (effettuata normalmente in anestesia locale): serve a correggere i difetti ossei profondi (tasche) o a risanare zone in cui c’è ancora presenza di infezione.
Terapia odontoiatrica delle apnee ostruttive del sonno

Terapia odontoiatrica delle apnee ostruttive del sonno

 

L’apnea ostruttiva nel sonno (OSA) consiste in una transitoria ma ripetuta interruzione del respiro durante il sonno. Tale fenomeno determina un’alterazione qualitativa del riposo notturno che può portare alla comparsa di sintomi durante la veglia come l’eccessiva sonnolenza diurna e la stanchezza. Nei casi più severi l’OSA può rappresentare, inoltre, un importante fattore di rischio per l’insorgenza di patologie cardiache e neurologiche di natura vascolare come per esempio l’infarto acuto del miocardio, l’ictus cerebri.

Al risveglio mattutino può essere presente, sovente, la sensazione di un riposo notturno non ristoratore, possono comparire, inoltre, sintomi come l’eccessiva sonnolenza, la stanchezza, caratteristiche espressioni di una cattiva qualità del sonno.

L’apnea ostruttiva nel sonno risulta essere un disturbo estremamente frequente. Si stima che interessi il 24% della popolazione di sesso maschile ed il 9% della popolazione di sesso femminile di mezza età. Tuttavia solo nel 4% degli uomini e nel 2% delle donne il disturbo presenta caratteristiche di gravità tali da giustificare un intervento terapeutico. Si tratta di un disturbo molto comune.

Uno dei presidi terapeutici nella terapia delle apnee ostruttive del sonno è l’uso di apparecchi che, inseriti nella cavità orale, determinando un avanzamento della mandibola, aumentano la pervietà delle vie aeree superiori.

Tali ausili risultano particolarmente efficaci in pazienti selezionati (OSAS di entità lieve-moderata, con componente posizionale), ed in coloro che risultano intolleranti alla terapia ventilatoria con CPAP.

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